Aggiornato ad agosto 2026. Il calcolo esemplificativo ha scopo puramente orientativo. Per il tuo impianto fanno fede la tariffa di immissione effettiva, i costi del calore, la quantità in eccedenza e l'investimento. Come riferimento attuale, i nuovi impianti fotovoltaici su edifici fino a 10 kWp con immissione parziale ricevono, a partire dalla messa in esercizio l'1 agosto 2026, una tariffa di immissione fissa di 7,70 centesimi per kWh. La propria tariffa può variare a seconda della data di messa in esercizio, della potenza e della modalità di immissione. Fonte: Bundesnetzagentur, aggiornato ad agosto 2026.

LA RISPOSTA SINCERA

La risposta breve

Una resistenza elettrica può essere vantaggiosa se vi è regolarmente un surplus di energia fotovoltaica, se esiste già un accumulatore adeguato e se l'attuale sistema di riscaldamento dell'acqua è relativamente costoso.

Non è invece conveniente se il surplus prodotto è scarso, se i costi di conversione sono elevati o se si dispone già di un sistema di riscaldamento dell'acqua molto efficiente. Il fattore decisivo non è il prezzo dell'elettricità domestica, bensì il confronto tra la mancata tariffa incentivante, i costi del riscaldamento effettivamente risparmiati e l'investimento complessivo.

  • 01

    Quanto surplus è utilizzabile?

    Non conta l'intera produzione FV, ma solo l'energia che rimane dopo il consumo domestico e che può essere utilizzata contemporaneamente nel sistema di accumulo.

  • 02

    Quale sarebbe l'alternativa?

    Confronta la tariffa feed-in mancata con i costi di riscaldamento che la resistenza elettrica sostituisce effettivamente, ad esempio per gas, gasolio, teleriscaldamento o elettricità.

  • 03

    Quanto costa la soluzione completa?

    Il dispositivo, il controllo, l'installazione e gli eventuali adattamenti dell'accumulatore devono essere inclusi interamente in fattura. Solo il prezzo totale è adatto al calcolo dell'ammortamento.

ESEMPIO: NUCLEO FAMILIARE DI QUATTRO PERSONE

Un esempio di calcolo con ipotesi trasparenti

Importante: i seguenti valori sono indicati consapevolmente come ipotesi esemplificative e non costituiscono una previsione per la tua casa. Gli 8 centesimi per kWh utilizzati sono un valore di calcolo arrotondato; per il tuo calcolo personale devi utilizzare la tua tariffa di remunerazione effettiva.

Surplus fotovoltaico utilizzabile ipotizzato: 1.500 kWh all'anno
Tariffa di immissione ipotizzata: 8 centesimi per kWh
Costi di riscaldamento evitati ipotizzati: 20 centesimi per kWh
Investimento totale ipotizzato: 600 euro

Vantaggio economico annuo:
1.500 kWh × (0,20 € − 0,08 €) = 180 € all'anno

Ammortamento di calcolo:
600 € ÷ 180 € = ca. 3,3 anni

L'esempio mostra che: più surplus fotovoltaico proprio può essere utilizzato in modo sensato per la produzione di acqua calda e più elevati sono i costi della produzione di calore sostituita, tanto più breve può risultare il periodo di ammortamento di calcolo. Anche piccole variazioni nei costi di riscaldamento, nel surplus fotovoltaico o nell'investimento modificano notevolmente il risultato. Per quanto riguarda i combustibili, per un calcolo preciso dovresti considerare, se possibile, i costi del calore utile effettivamente sostituito, non semplicemente il prezzo del combustibile per kWh.

  • SCENARIO A

    Vantaggio minimo

    Costi di riscaldamento evitati: 14 ct/kWh

    Vantaggio annuo: 90 €

    Ammortamento calcolato: 5,4 anni

  • SCENARIO B

    Vantaggio medio

    Costi di riscaldamento evitati: 18 ct/kWh

    Vantaggio annuale: 150 €

    Ammortamento calcolato: 3,3 anni

  • SCENARIO C

    Maggiore vantaggio

    Costi di riscaldamento evitati: 22 ct/kWh

    Vantaggio annuo: 210 €

    Ammortamento calcolato: circa 2,3 anni

  • PIUTTOSTO SÌ

    Più sensato

    Eccesso regolare di FV

    Accumulo idoneo già presente

    Basso impegno di installazione

    Costi di riscaldamento pregressi comparativamente elevati

  • PIUTTOSTO NO

    Piuttosto non ha senso

    Solo un minimo surplus utilizzabile

    Elevati costi di conversione o installazione

    Accumulo non idoneo

    Produzione di acqua calda già molto economica o efficiente

  • 01

    Eccedenza disponibile?

    Regolarmente e in quantità sufficiente?

  • 02

    Memoria idonea?

    Apertura di montaggio, profondità di immersione e approvazione adatte?

  • 03

    Fattura corretta?

    Costi di riscaldamento evitati superiori ai mancati ricavi da immissione e agli investimenti?

DOMANDE FREQUENTI

Redditività e ammortamento

Come si calcola l'ammortamento di una resistenza elettrica?

Come semplice orientamento: investimento totale diviso per il vantaggio economico annuo. Il vantaggio annuo deriva dalla quantità di surplus utilizzabile moltiplicata per la differenza tra i costi di riscaldamento evitati e la tariffa feed-in mancata. I costi aggiuntivi correnti o la manutenzione futura dovrebbero essere presi in considerazione, se rilevanti. È inoltre importante considerare solo il surplus fotovoltaico che può essere effettivamente utilizzato nel tempo per la produzione di acqua calda. Il calcolo è quindi sempre un'approssimazione specifica dell'oggetto e non una proprietà fissa del prodotto.

Vale la pena installare una resistenza elettrica con una tariffa di immissione in rete bassa?

Una tariffa di immissione ridotta abbassa il costo opportunità dell'elettricità solare autoconsumata e può rendere l'autoconsumo economicamente più interessante. Tuttavia, devono essere presenti un surplus utilizzabile sufficiente, un accumulo adeguato e un bilancio complessivamente positivo. Una tariffa bassa da sola non rende quindi redditizia una resistenza elettrica; ciò che è decisivo è quali costi di riscaldamento vengono effettivamente sostituiti e a quanto ammonta l'investimento totale.

Vale la pena installare una resistenza elettrica su un impianto fotovoltaico con più di 20 anni?

Può avere senso. Dopo la fine del periodo di incentivazione, secondo la normativa vigente, gli impianti con più di 20 anni possono continuare a immettere energia in rete; la remunerazione successiva si basa sul valore di mercato annuo del solare meno una commissione di commercializzazione. Per il 2025, il valore di mercato annuo del solare è stato di 4,51 centesimi per kWh; nel 2026 la commissione di commercializzazione è pari a 0,23 centesimi per kWh. Il valore di mercato annuo per il 2026 sarà definito solo dopo la fine dell'anno. Se un ulteriore autoconsumo sia economicamente vantaggioso dipende quindi dalla tua effettiva remunerazione, dall'eccedenza utilizzabile e dai costi di investimento.

Wann lohnt sich ein Heizstab nicht?

Piuttosto no in caso di scarso surplus utilizzabile, elevati costi di installazione o ristrutturazione, accumulatore non idoneo o se il sistema di riscaldamento dell'acqua esistente è già molto economico ed efficiente. Anche un lungo periodo di ammortamento calcolato può sconsigliare l'investimento. In presenza di teleriscaldamento, pompe di calore o altre fonti di calore convenienti, è quindi necessario effettuare un calcolo particolarmente accurato basato sulle proprie tariffe e sui valori dell'impianto.

Quale tariffa di immissione devo utilizzare per la mia fattura?

Utilizza l'effettiva tariffa di remunerazione del tuo impianto fotovoltaico. Essa dipende, tra l'altro, dalla data di messa in servizio, dalla potenza dell'impianto e dalla modalità di immissione in rete. Per i nuovi impianti fotovoltaici su edifici fino a 10 kWp con immissione parziale, la tariffa di riacquisto fissa per la messa in servizio a partire dal 1° agosto 2026 è attualmente di 7,70 centesimi per kWh; gli impianti più vecchi e quelli con oltre 20 anni di esercizio possono avere valori decisamente diversi.